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  • Disboscata area di 500 metri quadrati in via E. Palanza,parcheggio bocciofilo,tagliate più di venti piante. Appello alle associazioni ambientaliste di Avezzano.

    04/06/2019

     Signor Sindaco Comune di Avezzano

    Dirigente Settore Ambiente Ing. Stefano Di Fabio

    Comandante Polizia locale Avv. Luca Montanari

     

     

    La mia nota forse è tardiva ,ma con l’ultimo atto credo fatto nel fine settimana,l’eliminazione totale delle 20 piante che insistevano sull’area verde a ridosso del parcheggio di via E. Palanza una area di circa 500 metri ,non mi si venga adire che erano secche o pericolose, l’area poteva essere migliorata e non disboscata.

    Oggi 4 Giugno 2019 in pineta si sta ancora tagliando e non sono convinto che si stia facendo un buon lavoro,  gli alberi tagliati vengono trascinati per essere portati fuori dalla pineta,rovinando tutta la cotica distruggendo tutto ciò che era una diversità biologica costituitasi con gli anni,un modo di lavorare che sta distruggendo tutto ciò che madre natura ci aveva dato nel tempo,senza parlare delle decine di nidi che si stanno eliminando in maniera selvaggia .Qualcuno si è posto il problema di quali uccelli nidificano nella nostra pineta? Negli arbusti e nei suffrutici del sottobosco, vivono stabilmente o di passaggio tutta una serie di organismi che si accrescono, nutrono o cercano dimora tra la lettiera di aghi e la vegetazione tipica di questo ambiente. Ma anche di notte sulle chiome degli alberi e degli arbusti di questo ecosistema vivono uccelli notturni come il gufo, l’allocco e la civetta che attirano altri predatori come la martora, la faina e, chissà quanti altri piccoli abitatori di questo peculiare ecosistema

    Signor Sindaco Le chiedo di prendere visione di tutti gli atti che riguardano i lavori che si stanno eseguendo nella nostra pineta, delibere, eventuali determine, appalto e contratto con ditta che sta eseguendo i lavori.

    Appello agli amici del WWF Abruzzo montano,di lega ambiente ,LIPU,Gema ,Ambeco,associazione il Salviano,guardia eco zoofila, siete tutti soggetti impegnati in prima linea e tutti più competenti di me ,aiutatemi a dimostrare che il mio intervento,la mia percezione del danno che si sta facendo in pineta è fuori luogo e sbagliato,sarò il primo ad esserne felice. Grazie

     

     

     La parte che segue è un contributo del professore Corrado Sterpetti che ringrazio.

     

    GLI ABITANTI DEL “CONDOMINIO” ARBOREO

    Ogni esemplare di pino rappresenta un piccolo ecosistema in cui vive una fauna varia e preziosa. Vi sono mammiferi come lo scoiattolo meridionale (1) e uccelli di specie diverse, tra cui la cinciallegra (2) e la cincia mora (3), il codirosso (4), il merlo dal collare (5), mentre le cavità dei tronchi sono ricercate dal picchio muratore (6) e intorno ai colossi più annosi si incontra talvolta anche il picchio nero (7).

    Ai piedi dei tronchi si crogiola spesso al sole la lucertola muraiola (8), con la speranza di catturare qualcuno degli insetti che vivono intorno all'albero o su di esso.

    Le forme più varie e interessanti s'incontrano principalmente tra i “coleotteri”.

    Primi tra tutti i cerambicidi, come il grande Ergates faber (9), la bella Leptura sanguinolenta (10), il piccolo Pogonocherus fasciculatus (11) e la rara Acmaeops marginata (12).

    E “curculionidi” come il diffuso Pissodes piceae (13), e “scolitidi” come il piccolo Ips sexdentatusche è capace di scavare complessi sistemi di gallerie (14).

    Inoltre, tre magnifici “buprestidi”:

    Buprestis novemmaculata (15),

    B. octoguttata (16) e soprattutto il rarissimo

    B. splendens (17), tutti prontissimi a involarsi in pieno sole.

    Percorre veloce la corteccia, in cerca di prede, 1'ostomide azzurro Temnochila coerulea (18), s'insinua tra le fessure della corteccia il meno vistoso, ma interessante suo cugino Ostoma ferruginea (19).

    Infine, attorno all'albero volteggiano numerose farfalle, tra cui il “satiride” Erebia gorge della varietà carboncina (20), così detta per il suo colorito scuro.

     

    I FREQUENTATORI DEI CESPUGLI DI BIANCOSPINO

    Negli arbusti e nei suffrutici del sottobosco, vivono stabilmente o di passaggio tutta una serie di organismi che si accrescono, nutrono o cercano dimora tra la lettiera di aghi e la vegetazione tipica di questo ambiente.

    Ma anche di notte sulle chiome degli alberi e degli arbusti di questo ecosistema vivono uccelli notturni come il gufo, l’allocco e la civetta che attirano altri predatori come la martora, la faina e, chissà quanti altri piccoli abitatori di questo peculiare ecosistema

     

    GLI INQUILINI DEL SOTTOBOSCO

    Negli arbusti e nei suffrutici del sottobosco, vivono stabilmente o di passaggio tutta una serie di organismi che si accrescono, nutrono o cercano dimora tra la lettiera di aghi e la vegetazione tipica di questo ambiente.

    Ma anche di notte sulle chiome degli alberi e degli arbusti di questo ecosistema vivono uccelli notturni come il gufo, l’allocco e la civetta che attirano altri predatori come la martora, la faina e, chissà quanti altri piccoli abitatori di questo peculiare ecosistema.

     

     Raccomandazioni del Consiglio d'Europa a proposito degli alberi morti o deperienti

     

    Il seguente testo fa parte della Raccomandazione N.r (88) 10 del Consiglio d'Europa, Comitato dei Ministri dei Paesi Membri.

    - considerando che la diversità biologica é essenziale per mantenere l'equili­brio biologico degli ecosistemi e che in essi gli invertebrati svolgono un ruolo deter­minante che é spesso sottostimato;

    - riconoscendo che gli organismi saproxilici (gli organismi il cui ciclo biolo­gico é legato agli alberi morti o deperienti) costituiscono una parte fondamentale del patrimonio naturale europeo per il loro valore scientifico, educativo, culturale, ri­creativo, estetico ed intrinseco;

    - osservando che in Europa un gran numero di organismi saproxilici si sono estinti e che molti altri rischiano di subire la stessa sorte se continua il loro declino;

    - osservando che l'allarmante situazione in cui versano gli organismi sapro­xilici é attribuibile soprattutto alla perdita o al degrado dei loro habitat, in particola­re come risultato della scomparsa o dello sfruttamento eccessivo delle foreste;

    - considerando che gli organismi saproxilici rappresentano un eccellente indi­catore biologico delle condizioni naturali delle foreste più interessanti e caratteristiche;

     Si raccomanda che i Governi degli Stati Membri si impegnino nelle seguenti attività:

    1)                 dare particolare importanza alle foreste per le quali é nota la presenza di una flora e una fauna di organismi saproxilici ben differenziata, quando si decidano priori­tà di salvaguardia dei boschi;

    2)                 proteggere le antiche foreste considerando soprattutto il ruolo essenziale svolto dagli organismi saproxilici nella conservazione di questi habitat;

    3)                 considerare l'opportunità di realizzare una ricognizione volta ad accertare la presenza di una popolazione degli organismi saproxilici quando si valuta l'im­portanza di una foresta per proposte di conservazione della natura, particolarmen­te dove l'intenzione é di ristabilire le condizioni della foresta naturale all'interno di un'area protetta;

    4)                 gestire le aree protette in accordo con le condizioni locali e in maniera tale da mantenere la flora e la fauna saproxilica, realizzando le seguenti misure ovunque possibile:

    a) evitare di rimuovere gli alberi caduti e gli alberi morti e deperienti;

    b) evita­re ogni indebita interferenza antropica nei boschi storici protetti che sono di grande importanza per la protezione degli organismi saproxilici;

    c) ampliare la superficie del­le aree protette quando queste contengono solo pochi gruppi di alberi vecchi;

    d) deli­mitare aree adeguate dove il legno e gli alberi caduti non siano rimossi nelle foreste dove queste pratiche non possano essere applicate per l'intera superficie forestale

    e) collaborare con gli Enti e i privati che gestiscono habitat forestali fornendo loro informazioni sul ruolo positivo degli organismi saproxilici, dei vecchi alberi e degli alberi morti all'interno dell'ecosistema forestale;

     

    f) incoraggiare gli studi approfonditi sull'ecologia delle specie saproxiliche minacciate e poco conosciute, in maniera da consentire l'identificazione di ulteriori tecniche di gestione che tutelino queste specie.

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    • 06/06/2019 | 12:00

      Antonio ha scritto:

      Nei boschi, nelle selvi e nelle foreste , oltre alla salvaguardi dei loro abitanti - la fauna - con le sue diverse specie , dalla più piccola alla più grande ; c'è anche la flora nella sua diversità che bellezza all'insieme e che rende più accogliente l'ambiene e vigilare sui cacciatoti di frode, sui ladri dei piccoli alberi che vengono sradicati e portati via ; dare la caccia ai piromani- come successe un anno sul Salviano . Le selvi, i boschi e le foreste sono i polmoni della terra e i purificatori dell'aria che dobbiamo respirare . . .

    • 08/06/2019 | 12:00

      Sandra ha scritto:

      Lo scempio non è finito, hanno abbattuto anche quel magnifico abete che nella foto è ancora in piedi .Spero che abbiamo finito e per rimediare al danno fatto che piantino almeno tre alberi ogni uno abbattuto .